Dark

Serie Tv

Riusciremo a capirne qualcosa? Proviamoci!

Avete mai sentito parlare del “paradosso di Bootstrap”? E’ il nome dato alla curva causale o di casualità, quella che molti definiscono “curva chiusa”. E’ su questo principio che si basa Dark: un ipotetico viaggio per il quale, nonostante un viaggiatore temporale sia coinvolto in una catena di eventi, la storia futura non si modifica a causa dell’esistenza di una predestinazione.
Partiamo subito col dire che Dark è in assoluto una delle serie più sorprendenti e innovative prodotte negli ultimi anni. Questa serie teutonica in tre stagioni riprodotta da Netflix a partire dal 2017, la cui trama è particolarmente intrigante è costruita alla perfezione in ogni suo dettaglio. In un lasso di tempo di 160 anni e l’analisi di più mondi paralleli e confinanti, niente è lasciato al caso ma studiato in ogni sua sfaccettatura ponendo molta attenzione alla congruenza degli avvenimenti passati presenti e futuri.
È in questo contesto che molti hanno paragonato questa narrazione a quella di noi orfani di Lost.
La sceneggiatura è praticamente perfetta, con un lavoro magistrale sulla costruzione dei
personaggi, sulla loro introspezione e sull’analisi psicologica di ogni singolo avvenimento che si è
verificato nel passato ripercuotendosi nel presente di ogni singolo membro di una famiglia.
A livello fotografico, il sapiente utilizzo di colori freddi sin dalle prime scene ci proietta subito in un
paesaggio nordico, di provincia. Capiamo perfettamente di essere in una Germania in piena
crescita economica dove una centrale nucleare la fa da padrona.
I chiari elementi cromatici come l’impermeabile giallo di Jonas, evidente riferimento a IT, film
culto degli anni 90, ci aiutano nella collocazione temporale desiderata dagli autori e la fitta nebbia
come fosse una rappresentazione onirica, aiutano a comprendere i salti temporali a cui lo spettatore sta assistendo.

La trama è particolarmente complessa, ma per capirne qualcosa in più, occorre partire dall’accettare l’idea che per Baran bo Odar e Jantje Friese (i suoi ideatori) il tempo sia un concetto
circolare che prima e poi ritorna, e mai lineare.
Proprio per questo, quando si parla di questa serie, l’associazione con il pensiero di Nietzsche che
qualcuno ha azzardato non è fuori luogo: “tutto quello che accade è contenuto sia nel passato che
nel futuro, tutto accade come deve accadere e come è già accaduto”.
Vuoi per il fatto che il tema trattato, cioè i paradossi generati dai viaggi nel tempo sono di per sé solitamente complessi da capire e vuoi per il fatto che è difficile identificare i singoli personaggi nei diversi piani temporali, solo una seconda visione e un albero
genealogico di ogni singola famiglia dal cognome impronunciabile può aiutare la comprensione di
questa storia. I personaggi messi in campo sono veramente tanti perché in realtà non c’è un
unico protagonista in questa serie.
Per questo, qui di seguito, eccoli riportati.


Si passa repentinamente dal raccontare le vicende accadute nel 2019 per passare poi da quelle del
1986 fino ad arrivare al 1953 è difficile farsi un quadro completo di tutti i  protagonisti e dei
legami che li uniscono nonostante la regia ci venga in aiuto mostrando ogni tanto i cambiamenti dei volti dei protagonisti nelle tre linee temporali.
Dark è dunque una serie più adatta a chi ama imprecare davanti allo schermo e pensare “ma
perché lo sto guardando? Non potevo scegliere una roba più leggera?”.
Oltre ad affrontare in maniera davvero originale il tema dei viaggi nel tempo e trattare in maniera semplicistica argomenti di astrofisica come i buchi neri e i wormhole, Dark tocca temi più filosofici (ecco l’analogia con Nietzsche di cui si parlava precedentemente) determinismo e l’eterno dualismo tra scienza e religione, unico e solo vero filo conduttore di questo tempo della storia della durata di un secolo e mezzo.
Ogni puntata di Dark si chiude solitamente. come è ormai consuetudine nelle serie moderne, con un potente cliffhanger, di quelli che ti fanno venire voglia di vedere immediatamente la puntata successiva.
Questo equilibrio complessivo, solido, convincente, è sicuramente determinato anche dalla scelta
di descrivere la storia di Jonas e Martha in un tempo del racconto di sole tre stagioni.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...